Per la prima volta ci ritroviamo, come associazione, ad essere organizzatori di un grande evento culturale, con tutte le difficoltà che questo comporta: SIAE, pubblicità, organizzazione e soprattutto costi. Il margine di guadagno forse sarà inesistente (toglierei anche il forse) ma non è certo questo il motivo alla base di questa iniziativa. L´opportunità venutasi a creare di far suonare nella nostra città due grandi musicisti che rappresentano perfettamente l´itinerario musicale che abbiamo percorso con le nostre attività era una opportunità che non poteva non essere presa in considerazione, propria in funzione di quell'amore per la musica che è il collante della nostra associazione.
Ray Lema & Chico César
Aosta - Teatro Giacosa
21 aprile - ore 21,00
Congolese e parigino d'adozione Ray Lema. Pianista, cantante, sperimentatore, punto d'incontro tra Africa, Europa e Americhe.
Brasiliano Chico Cesar. Istrionico menestrello e autore maturo. Uno tra i più amati della scena brasiliana di oggi.
Ray Lema e Chico César si sono incontrati per la prima volta in Brasile nel 1998. Ray aveva suonato a São Paulo all´Heineken Festival ed era stato portato da un amico a casa di Chico. Quando hanno cominciato a suonare la chitarra insieme, Ray è rimasto folgorato nello scoprire che esisteva in Brasile qualcuno che suonasse esattamente come i musicisti di una particolare regione del Congo. Chico César, invece, aveva scoperto la musica di Ray negli anni ´80 con l'album "The Rhythmatist", del percussionista dei Police Stuart Copeland, dove Ray aveva inserito delle sue canzoni. L'idea di produrre un progetto comune per Ray e Chico è nata nel 2004 a Rio de Janeiro.
Insieme a Ray Lema al pianoforte e Chico César alle chitarre, ci saranno batteria, percussioni, basso. La scaletta prevede brani dell´uno e dell´altro e brani originali composti dai due, espressamente per questo progetto
Ray Lema
Ray Lema è un musicista poliedrico, un vagabondo dei suoni che mescola poliritmia africana e jazz, funk, rumba e musica classica da camera approdando sempre a un risultato ispirato e diretto. Percussionista, suonatore di tamburo, organista, pianista classico, protagonista di tutte le avventure musicali della musica africana degli ultimi vent'anni, Ray Lema confronta la sua visione africana della composizione con quella della musica occidentale. Studi in seminario, iniziati con un organo, il piccolo Ray scopre i segreti della linea melodica del canto gregoriano e, quindi quelli del pianoforte, uno strumento del tutto rivoluzionario a Kinshasa, portato li dai missionari belgi presso cui studia. "Il pianoforte - dice - lo si può trovare in Sud Africa, associato però solamente al jazz. In Africa, la percussione più complessa resta quella del balafon. Il pianoforte ha delle note talmente pure, che non hanno consistenza di percussione: le sue armonie sono del tutto estranee alla cultura musicale africana". Ray scopre - e studia - Bach, Mozart, Haydn.
Chico César
Tra le voci nuove della musica popolare brasiliana, negli ultimi anni, si sta imponendo in modo sempre più solido quella di Chico César. Se per la sua poesia ed il suo stile nel canto, Chico César si può avvicinare a a Caetano Veloso, contemporaneamente i suoi concerti vivaci e colorati denotano una forte influenza dei ritmi africani. Chico è stato sempre affascinato dalla musica africana; fin da quando scrisse il verso "quando ho ascoltato Salif Keita ho ballato" nel suo "À primeira vista", i musicisti africani sono stati una presenza costante nel suo lavoro. Si pensi a canzoni come "Mand´l´ela", "Filá" e "Mama Africa", il suo più grande successo fino ad ora. Parte del suo successo è dovuto in effetti alla sua abilità nel miscelare i diversi suoni e generi musicali brasiliani con i ritmi imparati e studiati in giro per il mondo, cosa che gli ha permesso di ottenere uno stile proprio ed universale al contempo. La musica di Chico ha raggiunto oggi una dimensione assolutamente internazionale pur rimanendo fortemente brasiliana nella matrice: si è detto di lui che possa far muovere e ballare il suo pubblico da Okinawa a Aquidauana.