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Pittura

Elvis Aristide Bazongo

Elvis Aristide Bazongo nasce a Bobo Dioulasso (Burkina Faso) nel 1974. Sin da bambino nutre una forte passione per l’arte e disegna sognando di diventare un pittore. Fino ai 19 anni, realizza, soprattutto a matita, paesaggi e scene di campagna su carta e cartone. L’incontro con il calligrafo Idriss Sarambe gli permette di utilizzare per la prima volta pennelli e colori a olio. Parallelamente inizia a studiare la storia dell’arte. Affascinato da Caravaggio comincia a sperimentare la luce fino ad avere il bisogno di andare oltre. Poi colpito dalla vita di Cézanne, si svincola dai concetti accademici e comincia a esplorare soggetti, dimensioni e materiali. Abbandona i dettagli e si concentra su segni, linee, tratti lungo i quali trova il suo cammino; si sente sempre più a suo agio a dipingere su grandi tele, utilizzando cenere, carbone, terra, canapa e fili di cotone.

Per cinque anni dipinge freneticamente restando nell’ombra, poi nel 2008 decide di presentare un suo lavoro al Centre Culturel Français “Henri Matisse” di Bobo. La direttrice del Centre, fortemente colpita dalle sue opere, propone a Elvis una personale. Nel 2009 Elvis ha l’occasione per rivelare la sua arte al pubblico e agli ambienti della pittura riscuotendo consensi di critica e visitatori. Opportunità decisiva gli viene data dalla XV edizione della Settimana Nazionale della Cultura Bobo Dioulasso 2010, per la prima volta Elvis partecipa al Grand Prix National du BurkinaPoi nel 2011 la sua prima personale in Europa nell’ambito del Mese del Burkina, manifestazione promossa dal progettoaniké e dal comune di Aosta. Nel 2012 vince il secondo premio al Grand Prix National du Burkina, con un’opera esposta al Museo Nazionale di Bobo ed espone per il CCF sia a Ouagadougou sia a Bobo. Nel 2014 vince il primo e secondo premio al Grand Prix National des Arts et des Lettres della Semaine Nationale de la Culture. Nello stesso anno rappresenta un gruppo di artisti bobolais all’esposizione Bobo en 3014 organizzata dall’Institut Français de Bobo Dioulasso.

Dal 2013 si consolida il rapporto con il progettoaniké, diventa presidente dell’associazione di artisti burkinabé Couleurs Pinceaux con la quale organizza mostre, atelier e progetti didattici nel suo paese. Nel 2015 l’associazione vince i primi quattro premi del Grand Prix National du Burkina. Elvis inizia a viaggiare sempre più sovente in Italia esponendo in molte regioni e caratterizzandosi anche con performance dal vivo durante spettacoli musicali. A fine 2016 firma la performance sound & painting  “Segni, arte e musica del contemporaneo ” al Castello Gamba di Châtillon (www.castellogamba.vda.it) e l’installazione temporanea sotto di forma di trittico di grandi dimensioni al Forte di Bard (www.fortedibard.it). Elvis riscuote un significativo successo anche come docente nei suoi numerosi atelier di pittura, grazie alla sua particolare tecnica, alla capacità di ascolto e valorizzazione dell’allievo.

Collezione 2017

dicono di lui…

Elvis Aristide Bazongo è un artista che usa mani di popolo con rara finezza creativa. Utilizzando tecniche antiche e insieme molto novecentesche porta in primo piano segni, macchie e superfici di colore esaltandone la loro espressività primigenia, nel contempo lascia all’osservatore un fuoco in ogni quadro dal quale distendere lo sguardo per cogliere forme, figure e oggetti conosciuti, sebbene scossi da un’energia misteriosa. Corpi ridotti ad ombre, gesti pittorici che mescolano il sentimento del controllo con la vertigine del caso: sono impegnati a nascondere drammi universali come la provvisorietà, la sparizione, il buio, la dissoluzione dietro a superfici granulose mosse da un brulicare febbrile, dietro rami ischeletriti o dita allungate al punto da diventare arbusti. Eppure non si respirano miasmi di morte nelle opere di Elvis, ma una vita crepitante, che esubera, si espande e declina in un infinito mare di sfumature, di tratti e di colori. Non molti colori-cardine per la verità, principalmente due: il marrone della terra e il nero della notte un cromatismo dello spazio e uno del tempo. Tra questi confini si illude di esistere l’uomo e non sa che, oltre le fiamme delle passioni, i visi distorti dal dolore e le matasse del destino di ognuno dipanate a stento da quelle degli altri nulla sparisce per sempre. Dopo un tempo scorrerà un altro tempo, per dare libertà alle forme più fantasiose e alle musiche più coinvolgenti, e sarà un gioco di armonie, lungo tutta l’eternità.

Gianni Nuti