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Ray Lema

Brevissima ma doverosa premessa:

Per noi Tamtando, la speciale esperienza vissuta con Ray Lema merita sicuramente un capitolo a se, nell'ambito delle nostre collaborazioni artistiche, sia per la statura del personaggio sia per la magia che con lui abbiamo condiviso.

Chissà se fu il fatto di essere nato in una stazione ferroviaria tra Kary e Lukala, in Zaire, il 30/3/1946 a fare di Raymond Lema A'nsi Nzinga, l'artista senza confini e in eterno viaggio che conosciamo oggi.

Entrato undicenne nel piccolo seminario belga di Mikondo a Kinshasa (ex Zaire ora Repubblica Democratica del Congo) con l'intenzione di prendere i voti, Ray Lema si forma giovanissimo in canto gregoriano, organo e pianoforte. Suona Bach, Mozart, Haendel e Beethoven fino a che la bravura e la facilità d'apprendimento non tramutano la vocazione religiosa in una vocazione musicale; "La mia religione è la musica", afferma oggi Ray Lema. Neanche l'università e la chimica riescono a distrarlo dal richiamo irresistibile della musica, abbandona pure questi e dedicatosi, anzi, anche alla chitarra, inizia a collaborare con molteplici gruppi e musicisti venuti da tutta l'Africa divenendo presto un nome noto nel suo paese. Nominato nel 1974 direttore musicale del Balletto nazionale dello Zaire, per due anni percorre con il suo registratore l'enorme paese, alla ricerca delle musiche tradizionali sparse tra più di duecento etnie. Uno sguardo nuovo sulla propria cultura e sulla sua immensa ricchezza, un tentativo di far suonare insieme musicisti venuti da orizzonti diversi. Nel 1979 viene invitato negli Stati Uniti e vi rimane per tre anni, scopre il sintetizzatore, suona nei workshops e con gruppi jazz a New Orleans (dove registra il suo primo album: Koteja), New York, Washington. Giunto in Europa nel 1983, in Belgio poi in Francia, dove ancora attualmente risiede, Ray Lema moltiplica le proprie esperienze musicali. Fonda il gruppo Carma che vede assieme musicisti dello Zaire, del Camerun, di Haiti e di Guadalupe e crea una piccola casa di produzione discografica, la Celluloid. Il 1983 vede l'uscita dell'album che gli spianerà la strada per il successo: " Kinshasa-Washington DC- Paris". L'anno seguente registra assieme a Stuart Copeland il primo album solista del batterista dei Police. Nell'ottobre del 1985 esce "Médecine". Fonda nuovi gruppi e collabora con musicisti del calibro di Manu Dibango. Nel 1989 esce l'album "Nangadeef" ("Salve" in lingua Wolof) inciso assieme a numerose guests stars e prodotto dalla sua nuova etichetta "Island". Ispirato da un tour in Costa D'Avorio, terra di cui s'innamora, nel '91 incide "Gaîa". Tra il '90 e il'92 si muove tra produzioni discografiche ( produce "Funana" del gruppo capoverdiano Finaçon) e collaborazioni (come "Euro African suites" registrato assieme al pianista jazz tedesco Joachim Kühn ) e con We Were, un musicista del Camerun che vive in Costa d'Avorio, scrive l'opera "Un Touareg s'est marié avec une pygmée".In Bulgaria, col Professor Kirim Stefanov, Maestro dell'arte corale Bulgara e direttore artistico del Pirin' dal 1956, a quattro mani compongono e poi registrano l'eccezionale album "Ray Lema & Prof. Stefanov - Bulgarian Voices" in cui 23 cantanti donne (Bulgare e africane) mescolano le proprie voci e le proprie culture.

Subito dopo Ray Lema registra l'album "Tout Partout" piano, Kora, accordion e flauto pigmeo, accompagnato, per la prima volta, dalle due bravissime coriste Cathy Renoir e Isabel Gonzales con cui nascerà un longevo sodalizio. Quasi a continuare questa nuova linea minimalista, nel '96 vede la luce l'album "Green Light" e nel '97 "Stoptime". In Svezia compone e suona "Il sogno della gazzella" con l'orchestra da camera di Sundvall. Torna anche in Africa, come nella tournée del 2000 con Tyour Gnaoua di Essaouira con cui registra "Safi". Dice:"La musica, in Africa, non è un'arte accanto alla vita, è l'arte di vivere. Di importanza vitale per tutti coloro che non hanno nulla, ma non esitano a spendere i loro ultimi soldi non per mangiare bensì per la musica, cibo più importante".. Sogna che un giorno il progresso serva più il verbo essere che il verbo avere: "Il verbo avere non fa il buon swing". Nel frattempo Ray Lema progetta di inoltrarsi nell'immensa complessità delle musiche africane, tradizionali e vive, potenziale di ricchezze minacciate, tentando una sintesi, avanzando a passo felpato. Un artigiano del futuro, come nell'album piano-solo "Mizila" del 2004, che tenta di tessere nuovi tessuti musicali composti da un ordito di pulsazioni africane e una trama armonica occidentale.

Attualmente Ray Lema collabora con Chico César, chitarrista e cantante brasiliano, nelle cui sonorità ha ritrovato, con sorpresa, dei forti richiami alla sua terra d'origine.

Noi Tamtando abbiamo avuto la fortuna, il piacere e sinceramente, l'onore, di conoscere questo grande personaggio dal forte carisma e dall'umanità calda e avvolgente come una coperta. Inoltre, fatto ancor più emozionante, abbiamo avuto l'opportunità di condividere con lui lo stesso palco!

Nell'ambito della rassegna Saison Culturelle del 2005, al teatro Giacosa di Aosta, abbiamo eseguito la World Suite, un progetto originale ideato per l'occasione. Un viaggio musicale che partiva dall'Algeria inoltrandosi poi in Senegal e in Costa d'Avorio per avvicinarsi idealmente al Congo di Ray Lema che qui entrava in scena eseguendo alcuni brani dal suo repertorio per poi finire con l'esecuzione, tutti sul palco, di Nsendo ("allegramente" in lingua lingala).Questo brano è stato scritto appositamente da Lema per noi e poi arrangiato assieme in tre intensissimi e indimenticabili giorni di prove nella nostra sede assieme anche alle bravissime- e pazienti!- Isabelle Gonzales e Chathy Renoir, le due talentuose coriste che da tempo completano e amplificano l'incantesimo di Lema sul palco. Il viaggio si concludeva quindi con Iyoléla, un brano del repertorio di Ray (sempre arrangiato insieme) e con la bellissima Nalelela, canzone tratta dal disco di Lema & Prof.Stefanov e le voci Bulgare dove Chaty e Isabelle ci riportavano, dolcemente, in un occidente fatalmente contaminato.

Per i Tamtando un evento straordinario, che rimarrà segnato nel diario intimo di ognuno di noi e che si è potuto avverare anche grazie all'impegno di Riccardo Piaggio, curatore della sezione della Saison.

Ray è una persona saggia, semplice e profonda e ci ha fatto comprendere quanto la qualità dei rapporti umani sia prioritaria su tanti altri aspetti- come la tecnica o il virtuosismo- per suonare bene assieme. E lo si nota molto, per esempio, nei concerti che fa con Chico César, dove l'intesa, la condivisione e la capacità d'ascolto dell'altro diventano qualcosa di quasi esoterico.

Partendo per Parigi, Ray ci ha salutato lasciandoci due grandi regali: una nuova e bella amicizia e la promessa -speranza sincera -di ritrovarci ancora assieme a suonare.

Grazie Ray!

Discografia

Collaborazioni

Compilation

Altri lavori musicali